Scrittura Creativa

Per scrittura creativa si intende ogni tipo di scrittura che non sia giornalistica, tecnica o accademica, come la scrittura di romanzi, poesie e sceneggiature per il cinema e la televisione.

Gli obiettivi della scrittura creativa sono principalmente tre: innescare il conflitto, creare la suspense e mostrare al posto di raccontare. 

Scrittura Creativa, imparare a scrivere

Cos'è la scrittura creativa

Inventare personaggi e situazioni, che essi appartengano a romanzi, racconti, novelle, fiabe, poesie o sceneggiature, fa parte della scrittura creativa. Attraverso la narrativa, infatti, lo scrittore esprime la realtà che percepisce e la rielabora in un modo originale e secondo la propria personale sensibilità.

Quando un autore scrive un’opera, egli esplora la propria emotività e fa prendere forma alla sua personale visione del mondo grazie alla creatività. Quando un autore scrive un’opera, sta scoprendo qualcosa che non conosce ancora. Anche quando crede di star scrivendo la storia che ha in mente da sempre, in realtà scopre che questa non era affatto quella che credeva di voler raccontare. Le storie prendono la loro direzione, a volte si separano dalle idee e conducono l’autore lontano, dove non si sarebbe mai aspettato di atterrare.

Il talento dello scrittore creativo

È così che spesso emerge il tema vero della storia che lo scrittore creativo esprime evocando immagini, odori, sapori, pensieri e parole nuove. Con essi il creativo stimola i sensi del lettore e prova a stupirlo, creando o ricreando intere realtà e stati d’animo in un modo che suggerisca, con le immagini mentali che si creano nella mente di chi legge, ciò che egli vuole comunicare.

Lo scrittore creativo, dunque, ha talento e ha creatività, due qualità indispensabili per chi crea universi unici dando l’illusione che siano reali. Egli è spesso un visionario, può essere un fuoriclasse, ma è soprattutto una persona che conosce il duro lavoro e non lo evita. L’abilità, infatti, si conquista con la determinazione, lo studio e l’impegno.

Cosa fa lo scrittore creativo?

Il compito dello scrittore creativo, però, è anche quello di conoscere bene il linguaggio e di suoi meccanismi, di sapere bene quali parole usare e quando, oltre che di tenere bene a mente tutti i possibili significati delle parole. Ogni parola, infatti, ha un valore espressivo che cambia in base al contesto linguistico in cui è inserita e che indirizza le scelte dello scrittore creativo. Egli usa le parole per evocare qualcosa, non tanto per informare chi legge. Per questa ragione i termini generici non sono adatti ad esprimere i sentimenti e le sensazioni che passano attraverso la potenza evocativa delle immagini. Piuttosto, ciò che serve è un linguaggio connotativo usato in modo originale.

Perché si scrive? Forse perché si ha qualcosa da dire. Ciascuno di noi, infatti, ha almeno una storia da raccontare e ciò che ci spinge a farlo è il senso che sta alla base della storia, il tema. Non la morale né il messaggio, bensì l’idea che riassume la storia.

Trama e struttura della storia

La trama, invece, determina la tensione del lettore ed è subordinata alla cosiddetta fabula, quella successione cronologica degli eventi che, invece, non tiene conto della tensione narrativa. Per costruire la trama di una storia, lo scrittore si chiede prima di tutto quale sarà la domanda drammaturgica principale. Essa deriva dall’obiettivo del protagonista e dalla situazione in cui si trova, ma soprattutto dall’ostacolo che gli impedisce di raggiungere quel determinato obiettivo.

In altre parole, la trama è composta da una proposizione affermativa, in cui il protagonista viene obbligato ad agire, e una interrogativa, che mette in moto il conflitto.

La bravura dello scrittore, a questo punto, dipenderà dalla capacità di misurare le informazioni da trasmettere al lettore e di tenere sospesa la sua incredulità fino alla fine. Dire tutto e subito è quasi sempre un errore, che si può evitare se si conosce fino in fondo la struttura della storia che si sta scrivendo.

La struttura, infatti, è qualcosa di diverso dalla trama. Mentre la trama è l’andamento della storia, la struttura è l’ossatura su cui costruire la storia.

Avete mai sentito parlare di piramide narrativa? Ogni storia ha bisogno di una causa che fa muovere i personaggi. Le loro azioni danno luogo all’intreccio, che fa avanzare il tutto secondo una catena di relazioni causa-effetto.

Gli elementi narrativi di una storia

Le parti della storia

Una volta ottenuta questa coppia di proposizioni, struttureremo la nostra storia in:

  • parte iniziale o incipit;
  • parte centrale o “sviluppo della storia”;
  • climax;
  • parte finale o conclusione.

La parte iniziale e la parte finale devono coprire all’incirca un quinto della storia ciascuna, mentre i restanti tre quinti devono essere ricoperti dalla parte centrale e dal climax.

L’incipit ha un ruolo chiave nel racconto, perché convince lo spettatore o il lettore ed innesca in lui delle aspettative. Servono le giuste indicazioni per far orientare il lettore nella storia che coinvolge il protagonista e farlo entrare subito nel vivo dell’azione. La storia terminerà quando il protagonista agirà in seguito al cambiamento avvenuto.

Tutti i tipi di incipit

  • Incipit classico: l’autore racconta gli eventi in ordine cronologico;
  • incipit in medias res: nel mezzo della storia, quando il punto di svolta è già avvenuto;
  • incipit descrittivo: inizia con la descrizione dei luoghi o del personaggio principale;
  • narrazione a posteriori: dopo che i fatti sono già avvenuti;
  • incipit dialogico: l’autore inizia parlando di qualcosa attinente alla storia, ma che non è la storia stessa;
  • incipit immediato: tipo di ingresso traumatico e senza premesse.

La parte centrale della storia

La parte centrale o “sviluppo” ci porta nel vivo della storia, in cui alternano le scene (l’unità di base del conflitto) e i sequel (i raccordi tra le scene).

Il conflitto, l’essenza della storia, permette alla storia stessa di funzionare. Può trattarsi di un conflitto esteriore o interno al personaggio.

Le 3 componenti del conflitto nella storia

Climax, il finale della storia

Si procede con il climax, che non è altro il momento culminante della narrazione e che precede il vero finale. Nello scioglimento finale di tutti i nodi della storia, si concentrano tutte le aspettative del lettore e dello spettatore.

Il finale deve essere logico, coerente e imprevedibile, In altre parole, bisogna dare al lettore/spettatore ciò che si aspetta, ma non nel modo in cui se lo aspetta. L’audience si ritiene soddisfatta solo quando la tensione accumulata viene risolta e con essa tutti gli interrogativi seminati lungo la storia. In sostanza, il pubblico affezionato al personaggio deve sentire la necessità di arrivare al finale.

Articoli di scrittura creativa
Categorie
Categorie
ABOUT
Scrivi e basta

JUST WRITE IT!

La-Sceneggiatura convoglia le forze degli appassionati di scrittura per dar vita insieme al primo sito italiano dedicato alla scrittura cinematografica e seriale. Studio e ricerca costanti, ma soprattutto uno smisurato e incosciente amore per la scrittura cinematografia. Seguici e non perderti gli articoli dedicati a sceneggiatura, copywriting e scrittura creativa!
Iscriviti & seguici