La sceneggiatura di Avatar, analisi e viaggio dell’eroe

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Quando uscì, nel 2009, Avatar si presentò da subito come un vero e proprio fenomeno di costume, un evento imperdibile, una rivoluzione. Il nuovo film di James Cameron meravigliò il mondo intero e fu in grado di battere il record di Titanic.

Sicuramente la novità del 3D, la spettacolarità e la tecnologia del motion capture sono stati degli ingredienti fondamentali per il successo del film, ma c’è qualcos’altro che funzionò molto bene. La sceneggiatura basilare che è uno dei punti di forza di Avatar. 

Ecco un’analisi della sceneggiatura secondo lo schema del viaggio dell’eroe, per capire perché la storia funziona e prendere spunto per le proprie sceneggiature.

avatar

I punti di forza della sceneggiatura di Avatar

L’uomo, si sa, ama da sempre raccontare e ascoltare storie. Lo fa fin dai miti per condividere il piacere delle opere narrative. Le storie che da sempre lo intrattengono possono apparire piuttosto semplici, ma c’è un motivo viscerale per il quale l’essere umano ama questo genere di storie.

Avatar potrebbe essere liquidato come la solita storia dell’eroe che si innamora di un’indigena (Pocahontas vi ricorda qualcosa?) ed entra a far parte della sua tribù, andando contro ai propri principi e alle proprie origini.

Ecco che nella ripetizione di questi temi e archetipi l’uomo si sente a suo agio, perché deve assimilare motivi comuni già narrati e ascoltati. Gli archetipi narrativi di Avatar vengono quasi messi in secondo piano dall’esperienza sensoriale e immersiva del film, ma questo non rende la storia semplicistica o poco complessa, né scontata o banale.

Il racconto fa immergere lo spettatore nel mondo che racconta e stimola la meraviglia e la sorpresa con la visione unica del cinema.

Avatar

Analisi della sceneggiatura di Avatar

Adesso analizziamo la sceneggiatura di Avatar passo dopo passo, grazie allo schema del viaggio dell’eroe, per capire meglio i motivi per i quali la storia funziona e piace a milioni di spettatori in tutto il mondo.

Dal mondo ordinario al varco della soglia

All’inizio del film viene presentato il mondo ordinario del protagonista. Suo fratello è morto e a lui viene proposto di andare nello spazio al suo posto. Jack rifiuta, ma poi accetta e si sveglia dopo 6 anni, appunto, nello spazio. Qui sbarca sul pianeta Pandora e iniziamo a conoscere il suo mondo straordinario. La spedizione ha uno scopo specifico: l’uranio.

Jack vede per la prima volta il suo avatar e conosce la dottoressa Grace, che sarà il suo mentore. Capiamo subito che la sua presenza lì è in pericolo, perché rispetto agli altri marines lui non è molto competente.
Viene spedito su Pandora e al suo ritorno il comandante gli promette che gli farà riavere le gambe se lui spia i na’vi, la popolazione indigena nativa del luogo.
Al ritorno su Pandora, Jack e gli altri vengono attaccati da strani animali. Jack sopravvive nel bosco e incontra Neytiri, l’indigena con cui dal primo momento instaura un rapporto ostile e conflittuale.

La prova centrale su Pandora

Su Pandora Jack viene catturato dalla tribù di Neytiri, a cui viene affidato il compito di insegnargli come vivere da na’vi. Questa fase può essere considerata come un vero e proprio addestramento e corrisponde quindi alla fase prove, alleati e nemici.

Jack torna sulla navicella e scopre di dover spostare la tribù dal luogo in cui si trova perché è lì sotto che si trova il Plutanio. Jack continua l’addestramento e si sposta con la tribù sui monti Alleluja, dove lui e Neytiri iniziano a guardarsi diversamente rispetto a quanto fatto finora.
Grace racconta a Jack l’episodio della scuola e contemporaneamente viene dichiarato pronto per essere uno componente della tribù. Supera la prova e il suo rapporto con Neytiri diventa sempre più complice e intimo.

La via del ritorno e la vittoria dell’eroe

Dopo un momento di tranquillità apparente, i marines attaccano Pandora, gli scienziati riconoscono Jack e lo catturano. Lo scopo è sterminare la tribù, ma Jack li convince a farli solo evacuare. Ecco che inizia la via del ritorno.
Quando Neytiri scopre la verità, si sente tradita. La tribù attacca i marines, ma la madre Neytiri libera Jack. I marines fanno un passo indietro, ma intanto il padre Neytiri muore e le lascia in dono il suo arco.

Grace viene liberata, ma resta ferita. Le altre tribù amiche vengono chiamate a rapporto ed inizia la battaglia. Siamo vicini al climax, al risurrezione. Jack finalmente combatte col comandante che gli aveva promesso le gambe e Neytiri gli spara, facendo diventare Jack il nuovo capo della sua tribù e cacciando per sempre i nemici.

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